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Alessandro Mazziotti, Ettore De Carolis, un ricercatore di suoni perduti. Ricordo di un Maestro senza laurea.... in "TERRITORI MUSICALI", 5 giugno 2010, p. 9.

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ETTORE DE CAROLIS, UN RICERCATORE DI SUONI PERDUTI

Ricordo di un maestro senza laurea.....

di Alessandro Mazziotti


"Una terra è fatta dei fiumi che la scorrono e degli animali che la vivono e del calore del suo sole.
Una terra son le sue feste e gli accenti della sua lingua, i suoi venti e i morti che vi son sepolti e le storie degli uomini che l' hanno abitata, di quelli che ne son partiti, di quelli che ci sono arrivati da lontano e di quelli che ci son passati solo per un momento".


Ettore de Carolis (da LP Ciociaria, 1970)




Ettore de Carolis, ci ha lasciati il 25 dicembre 2007. Ettore, un grande musicista, compositore, arrangiatore, ricercatore di suoni perduti. Ettore, mio amico e maestro; egli mi ha insegnato l'arte dei suoni! Il saper ascoltare con umiltà e rispetto ogni suono apparentemente insignificante come la pioggia, il vento, il fuoco. Un artista del suono che nella sua vita, pur rimanendo sempre nell'ombra per il suo carattere riservato e ribelle, ha avuto collaborazioni musicali con autori del livello, solo per citarne alcuni, di Pier Paolo Pasolini, Alan Sorrenti (Dicitencello vuje), Gabriella Ferri (Le mantellate, Barcarolo romano, Ciccio Formaggio e altri), Maria Monti (Memoria di Milano), Claudio Lolli, Gigi Proietti (Lo cantare alla zampogna, special sceneggiato e Il protagonista), Daisy Lumini, Alunni del Sole, Concetta Barra.
Come autore sono innumerevoli le produzioni, la musica per il teatro, la radiofonia, il cinema, le colonne sonore per serials e i programmi televisivi. Discograficamente comincia nel 1968 con il suo gruppo rock "Chetro & Co." con l'album Danze della sera (produzione Enzo Micocci/Ennio Morricone) e poi nel 1970 omaggia la sua terra con l'LP Ciociaria.Una terra di antichi silenzi e nel 1976 con Castello di carte.
Nel 1995 pubblica Le canzoni di Pier Paolo Pasolini per la BMG, collabora con Francesco Guccini nell'arrangiamento di Stanze di vita quotidiana, Metropolis ma soprattutto Opera buffa (Premio Critica Discografica per l'Arrangiamento).
Innumerevoli le sue composizioni per Teatro, Cabaret, Prosa radiofonica, musica per Cinema con gli arrangiamenti alla musica di Ennio Morricone per Diabolik di Mario Bava o Dipingi di giallo il tuo poliziotto di Pier Francesco Pingitore con Steve Lacy al sax soprano e Giorgio Carnini all'organo; colonne sonore per programmi televisivi e documentari come Geo&Geo, Calepio e altri per RAI Uno, RAI Due, RAI Tre, RAI Educational, Radio 3, Televisione Svizzera Italiana, Canale Cinque, BBC, RAI INTERNATIONAL, RAI MED, RAI SAT, RAI NEW 24, RAI TELEVIDEO.
Ettore era un musicista bravissimo ma anche sotto questo aspetto era poco conosciuto. Quando eravamo insieme amava raccontarmi oltre che dei suoi gruppi, anche le sue esperienze come chitarrista nei concerti con Enzo Iannacci, Mia Martini, Loredana Bertè, Gabriella Ferri, Maria Monti, Miriam Makeba, Tony Esposito e tanti altri.
Creatore di timbriche originalissime, la sua casa era piena di strumenti alcuni dei quali ideati e costruiti da lui stesso come la Violaccia a 6 e a 10 corde ricavata da un corpo preesistente di violoncello o la famosa serie di chitarre acustiche Chetro ideate da Ettore e prodotte dalla Eko di Recanati nella seconda metà degli anni '70, riguardo alle quali, nell'articolo "Ecco i miei gioielli" sul mensile "Fare Musica" del 1997, Mauro Pagani (ex Premiata Forneria - De Andrè ecc.) afferma che la Eko Chetro è una delle migliori chitarre acustiche prodotte in Italia.
Ettore era anche un etnomusicologo "senza laurea", come del resto i grandi etnomusicologi che hanno fatto la storia di questa disciplina in Italia e all'estero. Lui si sarebbe molto irritato per avergli dato dell'etnomusicologo, infatti amava definirsi: "ricercatore di suoni perduti", e secondo lui "… la semplice raccolta di dati, di foto e di fredde interviste magari a pagamento, si trova alla fine di una strada, ad un crocicchio piccolo piccolo…".
Ettore prima di cercare i suoni e i canti cercava le situazioni, le persone, instaurava un rapporto e ne assimilava i linguaggi con rispetto e senza farne merce.
Mi rendo conto che è un lavoro difficilissimo, ma è per questo che da anni cerco di portarlo avanti, sull'esempio di Ettore mio maestro che è stato un vero pioniere nella ricerca per quanto riguarda alcune zone come la Valle dell'Aniene (Lazio), la Val Pescara (Abruzzo) e ancora il Molise, il Gargano e la Ciociaria. Storici sono i tre Lp (con libretti) pubblicati negli anni '75/'77 dalla Albatros: Il Lazio (vol. 1, 2 e 3); Abruzzo. Canti e magia (Ricordi 1971); i due Lp Arie antiche della Pescara (Fonit Cetra 1972); i due dischi della Fonit Cetra: Arie antiche dell'Alto Aniene, che, comunque, restano una piccola parte dell'enorme materiale conservato nel suo archivio.
Le registrazioni "sul campo", riunite nelle seguenti raccolte sono depositate presso il Centro Nazionale Studi Musica Popolare - CNSMP dell'Accademia di S. Cecilia e nell'Archivio Etnico Linguistico Musicale - AELM della Discoteca di Stato:

  • Lazio (1970/76), Basso Lazio, Monti Lepini, Alto Aniene, Monti Sabini, Piana Tiberina
  • Abruzzo (1971/73), Lanciano e Monti Frentani, Piana di Popoli, Penne
  • Molise (1973), Alto Volturno
  • Gargano (1987), Carpino - Sannicandro
  • Abruzzo (1987), Val Pescara
  • Fiuggi (FR) (1988), Canti di Confraternite
  • Valle dell'Aniene e Monti Lucretili (2002/07) insieme al sottoscritto


Personalmente, quando ho iniziato la mia ricerca, sono partito proprio dalle pubblicazioni di Ettore, che è stato l'unico ad effettuare un serio lavoro nella zona in questione negli anni Settanta.
Per molto tempo, vari etnomusicologi hanno attinto materiali dal suo archivio.
Nel 2002 il nostro incontro è stato inevitabile, e fino al giorno che ci ha lasciati ho avuto il piacere e l'onore di affiancarlo nella ricerca, ritornando proprio in quei luoghi della Valle dell'Aniene che lo avevano tanto affascinato. E così, insieme abbiamo inseguito Le voci dell' Anio (Squilibri 2008), partendo dalle sorgenti e dal suo paese natale (Trevi nel Lazio), attraverso ogni ruscello e affluente dell'Aniene fino ad arrivare a valle, e anche oltre (Marcellina e Palombara). Ciò che ci ha uniti da subito, è stato l'approccio alla ricerca sul campo e la passione per il suono della zampogna.
Nel ricordarlo, mi piace pubblicare alcuni suoi appunti sul modo di fare ricerca sul campo:

" […] Mi sembra incredibile che ancor oggi, uscendo di soli pochi chilometri dalla città di Roma, si possano con un po' di attenta ricerca ritrovare, e ad uno stadio di assoluta autenticità, canti di una civiltà contadina e pastorale praticamente ormai scomparsa. […] Andare con loro nei campi. Salire sulle barozze, coi bovi. E ti ritrovi un Pierino (Alessandrini), a lavorare "vero" e non finto, come ogni giorno colli bovi e co' la barozza. Deve guidare li bovi da domare sul campo scarrupato, non può fingere, se no la barozza fa mola ! […] Per riprendere questi canti nella loro essenza, mista di dolce passionalità e di ironia beffarda, occorre entrare nelle case di questi vecchi cantori: star proprio assieme a loro. Solo così ne viene fuori il singhiozzo ridente. Senza zanzare attorno a disturbare quell' intimità nella quale, e soltanto nella quale, essi si possono esprimere pienamene. Senza microfoni puntati, senza appuntamenti per registrazioni artificiose ed artificiali. E con allegrezza, con allegrezza!!! E allora ti puoi ritrovare a sera un Antonio Cecchetti seduto serissimo a tavola (pane, formaggio, olive, salame e vino) con in testa un elegantissimo cappello di feltro alla Jelly Roll Morton nel piccolissimo pertugio di Pierino a mangiare e a cantare, intenso e ispirato."


Grazie ad Ettore De Carolis ed ai moltissimi anziani che ci hanno aiutato e ci hanno insegnato il linguaggio dei suoni, è stato possibile recuperare l'intero repertorio per zampogna, compresi i moduli sonori e le varianti da paese a paese, e da suonatore a suonatore. Sono stati attivati dei corsi di zampogna zoppa ad Anticoli Corrado e a Marcellina.
Nella zona sono state ritrovate, misurate e studiate circa 27 zampogne zoppe, alcune delle quali sono state restaurate e di altre ne è stata ricostruita una copia identica. Sono stati rintracciati nell'area almeno cinque centri di costruzione di questo strumento, e sono state studiate le tecniche costruttive e conservative grazie al ritrovamento di alcuni attrezzi di uno di questi laboratori. Sono state effettuate moltissime nuove registrazioni e recuperate di vecchie, attraverso le quali sono documentati quasi tutti i repertori dei principali suonatori e cantori della valle dell'Aniene. Questo finalmente ci permette di avere un quadro generale abbastanza definitivo ed esaustivo sulla tipologia e sull'uso di questo strumento in quest'area.
E tutto questo grazie soprattutto ad Ettore De Carolis, amico e compagno di decine di avventure.





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