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Flauto di corno

Musica antica > Medioevo/Rinascimento > Strumentario

FLAUTO DI CORNO (Gemshorn)

Questo strumento, come indica il nome, era ricavato da un corno animale (camoscio, capra, bovino, ecc.) svuotato e opportunamente forato; appartiene alla famiglia di flauti globulari, che si differenzia da quella dei flauti dritti per il fatto che l'aria che entra in vibrazione è contenuta in una cavità chiusa, e non in un tubo aperto all'estremità. Da questo deriva un timbro estremamente povero di armonici.
La linguetta del fischietto era scavata nella parete presso la base, nella quale veniva incastrato un blocco di legno appositamente sagomato per ottenere il canale dell'aria. Il materiale di costruzione stesso indica la provenienza pastorale di questo strumento, che in definitiva ebbe un ruolo estremamente marginale nella musica colta.
Già nel X sec. vi sono miniature che raffigurano corni animali ai quali sono stati praticati dei fori tonali.
Il flauto di corno è raffigurato nel trattato di Virdung e nella prima edizione di quello di Agricola (1529), mentre non compare più nell'edizione del 1545.
Entrambi gli autori lo disegnano con tre fori frontali e uno per il pollice.
A Parkinson ha dimostrato che con i soli quattro fori è possibile ottenere dallo strumento una scala diatonica di un'ottava e anche qualche alterazione.


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