I Latini veneravano, come Mater Matuta, la prima luce dell'alba, che rappresentava una nascita, l'inizio della vita, il mattino del mondo. In riferimento al culto solare precedente all'epoca imperiale, vi è l'altare dedicato a Sole e Luna sul Quirinale, che la tradizione attribuiva a Tito Tazio. Il Sol Indiges, è un elemento risalente all'epoca arcaica : l'appellativo Indiges è riservato in antichissime preghiere a un gruppo di dei senza nome specifico (dei indigites). L'appellativo era così antico che le fonti romane non erano già più in grado di spiegarlo. Da una serie di testimonianze, provenienti da Lavinio, di culti riservati a un Pater Indiges (identificato sia con Anchise che con Enea) o a uno Juppiter Indiges, sempre comunque considerato un uomo divinizzato dopo la morte, si può congetturare che questi dei indigites fossero considerati come dei padri, venerati tutti insieme senza distinzione. Questa interpretazione spiegherebbe anche la vicinanza del tempio del Sol Indiges con quello di Quirino, l'unico re (Romolo) a essere venerato singolarmente come dio. I Greci traducevano Indiges con il termine Genarca, principio originario della stirpe o progenitore. Indiges, per i Laurenti di Lavinium, era il fuoco del Sole (Sol indiges). Virgilio e Ovidio raccontano che Saturno, perseguitato da Giove, arrivò sulla terra latina dal mare, come in seguito Enea, Ulisse e Danae. I Latini ricordavano i tempi "di quanto si stava bene quando regnava Saturno" (Tibullo). Saturno si festeggiava a Dicembre, in occasione del solstizio d'inverno, con scambi di ruoli sociali che mettevano sottosopra l'ordinamento gerarchico della società.
Fonti,bibliografia e approfondimenti : "Lazio Latino" di Giosuè Auletta Ed. Rotary Club Pomezia