Si trovano tracce antichissime di chitarre a quattro corde. Piero Bottali, musicista e studioso afferma: "…ufficialmente, all'interno del Museo Archeologico di Ankara in Turchia si conserva un bassorilievo su pietra nel quale è raffigurata una chitarra a quattro corde. Tale reperto risale al 1350 a.C. e proviene dalla città Ittita di Alacahujuk in Anatolia, ma un'altra placchetta raffigurante una chitarra, che risale al 2000 a.C. e che proviene dalla città sumerica di Eshnunna è conservata nel Museo del Louvre" In Italia riscontriamo la presenza della chitarra battente dal medioevo in poi, mentre in Spagna furono pubblicate le prime musiche per questo strumento, o comunque per strumenti simili, nel rinascimento. Nel 1441 in un documento della corte estense si riferisce di un emissario ducale mandato "a Vinegia a comprare corde di chitarrino" ed è della seconda metà del XV sec. una tarsia, dei camerini di Isabella d'Este nel palazzo ducale di Mantova, che raffigura uno strumento simile. Nel 1601, il napoletano Cerreto descrive una "Chitarra à Sette Corde, detta Bordelletto alla Taliana" (sette corde distribuite su quattro cori). Spesso la chitarra battente viene confusa con la chitarra barocca o con altri tipi di chitarre e cordofoni sia antichi che recenti (chitarra spagnola antica, chitarra "francese" e ibridi vari). Molte chitarre conservate in vari Musei sono state catalogate come battenti mentre invece si tratta di chitarre barocche (vedi gli strumenti custoditi dal Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma). Cinque chitarre battenti a cinque cori doppi e un numero di tasti variabile da sei a nove sono conservate al Kunsthistorisches Museum di Vienna, ma non mi è stato possibile visionarle. La maggior parte degli studiosi, basandosi su strumenti antichi sopravvissuti, afferma che la chitarra battente ha origini colte, ma bisogna considerare, che gli strumenti analizzati, sono tutti di rilevante valore in quanto molto decorati e costruiti da liutai "colti" per ambienti agiati, e sicuramente proprio per questo sono arrivati fino a noi. Il problema è che non si può analizzare e studiare uno strumento rurale e tradizionale prendendo in esame strumenti musicali di valore e usati all'interno di una classe privilegiata. La chitarra battente è uno strumento usato in contesti agro-pastorali, era costruita principalmente con legname di recupero, come cassette, vecchio mobilio, compensato ecc., lo strumento veniva venduto alle fiere del bestiame e alle feste patronali, durante l'utilizzo (e il vino non mancava) era soggetto a urti e spesso era conservato in umide cantine. Vi sono addirittura testimonianze di strumenti costruiti e utilizzati per una festa in particolare, terminata la quale lo strumento veniva distrutto o bruciato. Spesso simili strumenti erano soggetti a scollamenti e fessurazioni che venivano riparati appiccicando delle pezze di carta o stoffa con colla animale. Naturalmente tutto ciò non è generalizzabile, infatti vi erano degli artigiani (falegnami con qualche rudimento di liuteria) che costruivano chitarre battenti più curate e rifinite, utilizzando legno scelto e stagionato e magari inserendo qualche abbellimento qua e la, ma comunque nulla a che vedere con strumenti utilizzati a corte e decorati con avorio, madreperla, oro zecchino, ebano ecc.. Detto ciò si potrebbe addirittura ipotizzare un percorso inverso, ovvero che da una origine rurale, lo strumento, attraverso una serie di modifiche e perfezionamenti organologici, sia arrivato a corte, come possiamo riscontrare con la sordellina (aerofono a sacco arrivato a corte nella Napoli del 1600) e con altri strumenti. Per gli anziani suonatori tradizionali, la battente è la chitarra italiana, mentre la chitarra classica che è ritenuta di recente importazione, è detta "francese". Organologicamente la chitarra battente si distingue dalla chitarra barocca o da altri tipi di chitarra. Ha una forma simile ad un otto allungato, i tasti sono fissi e di metallo, la tastiera è allo stesso livello del piano armonico e non sempre è presente, infatti spesso le barrette metalliche dei tasti, che sono generalmente nove, sono montate direttamente sul manico. Il ponticello è mobile e tenuto in posizione dalla tensione delle corde metalliche tutte dello stesso spessore e ancorate a dei chiodi infissi nella fascia inferiore. Il piano armonico presenta una spezzatura e piegatura all'altezza del ponticello, e spesso non si compone da due tavole affiancate ma è in un unico pezzo e viene decorato a fuoco, incastonando dei bottoni (da camicia) in madreperla e dipingendo diversi motivi con i colori rosso, blu e nero. Le fasce laterali possono anche raggiungere delle altezze considerevoli, mentre il fondo può essere : a) bombato e composto da una serie di doghe, anche di diverse essenze ; b) piatto in un unico pezzo o formato da due tavole affiancate ; c) leggermente bombato in un unico pezzo. Il piano armonico può presentare sia una che tre buche dove all'interno è fissata una rosa di legno o pergamena e un piccolo fiorellino di carta con funzione di abbellimento. Il manico può essere di vari legni, è più corto di quello della chitarra francese, e la paletta è fissata al manico con sistema a coda di rondine e con una inclinazione. Ma manico e paletta in alcuni casi possono essere intagliati in un unico pezzo. La paletta è forata per l'inserimento dei pirozzoli di accordatura e fissaggio delle corde. I legni usati per costruire questo strumento sono : castagno, pioppo, noce, acero, ciliegio, gelso, pero, faggio La chitarra battente monta quattro corde, che possono essere anche raddoppiate, mentre recentemente, forse con l'utilizzo di questo strumento da parte di musicisti non tradizionali, vengono fabbricate anche battenti a cinque cori (che possono essere raddoppiati). L'accordatura è rientrante, ovvero priva di bassi e vengono tastate solamente le prime tre corde. Questo sistema di accordatura produce un caratteristico suono sferragliante ricco di armonici. Principalmente la battente si esprime in due accordi di base, e alcune corde hanno funzione di bordone. Tali caratteristiche accomunano questo strumento alla zampogna, e i repertori con alcune tecniche esecutive sono gli stessi. Il repertorio cantato è lo stesso. Frequentemente coincidono anche le aree dove sono presenti ambedue gli strumenti. Il repertorio e le tecniche esecutive sono completamente diverse dagli altri tipi di chitarre, soprattutto i suonatori tradizionali non usano il plettro. La tecnica esecutiva prevede sia accordi piedi ottenuti in vario modo, anche urtando il piano armonico su cui le corde risultano molto ravvicinate. Per questo lo strumento è detto "battente". Poi vi sono varie tecniche di arpeggio e di terzinato ottenute con il dito pollice, indice e medio. Il repertorio può essere sia di accompagnamento che solistico con particolari zumparielli, tarantelle e pizzicarelle.
La Chitarra battente in Puglia (Monte S.Angelo, Carpino, Cagnano, S.Marco in Lamis).
Sul Gargano si trovano due tipi di chitarra battente, una col fondo piatto, che può avere anche tre fori di risonanza, e un'altra con il fondo bombato. Le corde sono cinque, di metallo e quasi sempre raddoppiate. In mancanza delle corde originali, i suonatori usano fili elettrici, o i fili d'acciaio dei freni della bicicletta. La cassa armonica e le cinque corde metalliche determinano la produzione del suono inconfondibile della battente. Il manico termina con la paletta dove sono alloggiati i piroli di legno "peruzze" alla cui estremità vengono fissate le corde. Il ponticello è sistemato in basso sulla chitarra ed è mobile, mentre le corde sono attaccate sulla parte estrema a dei chiodini, o fissati a una placchetta di metallo con piccoli ganci. L'accordatura prevede cinque corde alte con l'esclusione di corde basse: " la prima corda è un MI3, come nelle normali chitarre; " la seconda è un SI2 al di sotto di una quarta del MI; " la terza è un SOL2 sempre al di sotto del MI; " la quarta è un RE3 alla distanza di un grado dal MI; " la quinta è un LA2 alla distanza di una quinta sotto il MI. Questo tipo di accordatura produce una forza di armonici e di oscillazioni di suono che la chitarra normale non ha. Talvolta la terza corda, il SOL2, è eliminata, e allora tutta l'accordatura si restringe nell'ambito di una quinta. Un particolare tipo di chitarra battente è il chitarrino che anticamente veniva costruito a Cerignola dalla famiglia Borracino, riproposta negli anni ottanta dai fratelli Ciociola e da Giovanni Notarangelo di Monte Sant'Angelo.
La Chitarra battente in Calabria (Corigliano, Bisignano, Cosenza, Catanzaro, Le Serre, R.Calabria).
Lo strumento può essere sia con fondo piatto che bombato e alte fasce su cui, a volte, vengono aperti dei forellini detti "orecchie". La buca è coperta da una rosetta cilindrica di cartoncino colorato al centro della quale emerge un fiorellino di carta. Spesso oltre le quattro corde, vi è anche una corda di bordone acuto detta "scordino" o "terzino", tirata da un pirolo che buca la tastiera fra il VI e il VII tasto. La chitarra battente viene realizzata in tre misure: grande (chitarra), lungh. cm 100; media (mezza chitarra), lungh. cm 90; piccola (chitarrino), lungh. cm 70.I centri di costruzione della chitarra battente sono a Bisignano (Cs), dove la famiglia dei liutai De Bonis risiede e lavora dal XVIII secolo, Bruno Pisani di Serra San Bruno, Concezio Cannatelli di Davoli (Cz). L'accordatura è mi - la - mi (terzino) - fa# - si ma nelle Serre esiste anche un altro tipo di accordatura detto "alla ciarameddara" ovvero re - la - re (terzino) - fa# - si. Il repertorio in Calabria comprende serenate, sonate a dispetto, canti di questua per Natale, Pasqua e Capodanno, la Strina, accompagnamento di canti a due voci, tarantelle e pizzicarelle.
La Chitarra battente in Abruzzo e in Molise.
Probabilmente diffusasi in queste regioni con la transumanza, infatti in dialetto molisano è chiamata anche "fuggianella". "Fino agli anni trenta veniva suonata esclusivamente la "fuggianella" per i balli." Suonatori erano presenti a Macchiagodena e a Santa Maria in Pantano fino agli anni Settanta. La battente degli "abruzzi" aveva quattro corde che spesso erano raddoppiate, e l'accordatura era, come nei modelli delle altre regioni, rientrante. Dell'ultimo suonatore di battente molisano (Cosmo Gianfrancesco) esistono delle registrazioni effettuate nel 1976, e conservate presso l'archivio Rai. Alcune di queste sono state pubblicate sul Cd allegato al libro "La rosa è viva e la viola chiane - Macchiagodena Suoni, canti e danze" di E. Nocera e M. Cofini, Edizioni Enne - Foggia 2004.
La chitarra battente nel Cilento (Sa).
La battente cilentana possiede una forma simile a un otto allungato.Il fondo può essere sia bombato che piatto, e le fasce sono un po' più alte di quelle della chitarra francese.La tavola armonica, come gli altri modelli di battenti, presenta una spezzatura al di sotto della buca, dove sulla parte inferiore è posizionato il ponticello mobile. I legni usati, sono quelli locali, ulivo, castagno, acero, gelso, ciliegio, pioppo, noce. Le corde sono quattro, a volte sono raddoppiate, e sono tutte di metallo e di uguale spessore, fissate con chiodini alla parte inferiore della fascia, superiormente attaccate e messe in tensione da piroli di legno. Il piano di tastatura delle corde è posizionato allo stesso livello del piano armonico, e la paletta è attaccata al manico con sistema "a coda di rondine". Costruttori cilentani dal 1800 a 1970 circa furono i De Luccia di Casigliano (Sa), Vito Colacchio (che costruiva anche zampogne fino al 1980) di San Gregorio Magno (Valle del Sele), Alberto Costanza (fino ai primi '900) e Antonio Marsecano (fino al 1960) di Caselle in Pittari, Vincenzo Di Blasi e Carmine Di Luccia di S. Maria di Castellabate (Sa) (fino al 1976), Gaspare Costanzo di Sanza (Sa)(fino agli anni '70), Giuseppe Santangelo di Gorga frazione di Stio (Sa) (ancora attivo), Domenico Campitiello di Stio (Sa) (ancora attivo), Alfonso Toscano di Pioppi (Sa) (ancora attivo).
- Chitarra battente cilentana costruita da A. Mazziotti nel 2004